Rievocazioni Storiche del Veneto
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Intervista al Presidente Massimo Andreoli

Ruolo e funzione della Rievocazione Storica all'interno della Politica Turistica italiana

Fotografia del Presidente Massimo AndreoliCercherò qui di affrontare, condensandolo in una decina di minuti, un tema quale quello proposto da questo convegno, che in realtà richiederebbe un'attenzione ed un tempo molto più lunghi.

Non si può infatti affrontare un problema così complesso quale il perchè fino ad ora questo tipo di attività non sia riuscita ad andare oltre al semplice ruolo di intrattenimento popolare, cercandovi una soluzione nel semplice esame del suo livello o della sua qualità artistica e senza andare ad individuare a priori quale sia la "Politica Turistica" del nostro Paese.

Solo dopo aver individuato e definito tale politica, potremo valutare le possibilità e le modalità per collocare al suo interno la Rievocazione Storica.

Per troppi anni in Italia è rimasto in piedi una sorta di muro, eretto tra cultura e turismo quasi a voler tenere ben distinti due settori spesso, se non sempre, in conflitto fra loro per questioni di "competenza" : quante volte ci si è imbattuti in solerti funzionari che di fronte ad una domanda di contributo o patrocinio non sapevano se collocare la Rievocazione Storica fra gli eventi culturali o quelli turistici...

Da qualche tempo finalmente, anche sotto la spinta delle direttive della Comunità Europea, turismo e cultura hanno iniziato ad operare di concerto, dando vita a quella che indiscutibilmente diventerà la "Politica Turistica" del nostro Paese per il prossimo futuro.
Definiamo quindi il concetto di "Politica Turistica", laddove il termine "politica" si deve intendere come un insieme organico e coordinato di interventi, ispirato dalla stessa logica, e finalizzato ad un obiettivo dichiarato e ben identificabile.
Per meglio definire tale concetto, mi rifaccio ad un interessante articolo firmato da Umberto Curi e pubblicato il 30 maggio scorso sul "Mattino" di Padova.
Il Patrimonio più prezioso - anche dal punto di vista strettamente economico - del nostro Paese è di gran lunga quello artistico, monumentale e culturale (come sapete l'Italia detiene circa i due terzi dell'intero patrimonio mondiale).
E'quindi inevitabile che a questo patrimonio sia legata una gran parte dell'indotto turistico, che predilige da sempre itinerari legati alle città d'arte ed ai grandi Musei.
Ecco quindi che il patrimonio può, anzi deve divenire risorsa, con lo sviluppo attorno ad esso e per mezzo di esso di una molteplicità organica di attività, capaci di valorizzarne pienamente le potenzialità. E' questo insieme di attività che andrà quindi a costituire le basi su cui costruire e definire la "Politica turistica" di cui parlavo prima.                  

Ora dobbiamo domandarci : può la Rievocazione Storica diventare mezzo promozionale all'interno di questa politica ?
Certamente si, anzi può e deve diventare lo strumento principale di promozione, dato che rappresenta uno dei mezzi più immediati per la trasformazione in risorsa del patrimonio storico-culturale.
Ricostruzione di ambienti storici, la loro rivitalizzazione, la riproposta di avvenimenti storici negli esatti luoghi dove questi sono accaduti e con la massima cura filologica di abiti, armi e attrezzeria - la cosiddetta Living History che il CERS sta già portando avanti con successo ad esempio al Palazzo Ducale di Venezia o alla Torre di Londra - diventano ad un tempo da un lato mezzo per il riavvicinamento dei cittadini al proprio patrimonio culturale e dall'altro veicolo di promozione turistica.
Definita quindi una serie di iniziative all'interno dei siti, che dovranno essere regolate e coordinate da preposti enti locali vista la diversità sia di carattere storico, che architettonico e ambientale, che una tale risorsa presenta nelle singole regioni italiane, rimane da capire come anche la manifestazione storica di Piazza - che in Italia rappresenta al momento una grande percentuale del panorama generale rievocativo - possa divenire a sua volta veicolo di promozione e rientrare in tale Politica.

La Festa di Piazza, storica o folkloristica, è un'ottima cassa di risonanza se rivolta ad un bacino d'utenza limitato (un Paese, con il suo Palio, il più delle volte riesce ad attirare i cittadini dei paesi vicini, senza poter aspirare ad avere comunque un carattere almeno interregionale).
Credo di poter affermare senza rischio di smentita che a parte rarissimi casi, l'indotto raccolto da una manifestazione di questo tipo non e'certamente rapportabile allo sforzo economico ed organizzativo profuso (non dimentichiamoci il ruolo fondamentale del volontariato in tal senso).
Quindi innanzitutto la manifestazione storica di piazza - e per storica intendo una manifestazione in cui siano stati svolti un'opera approfondita di ricerca sull'avvenimento che viene rappresentato ed in cui abiti ed accessori siano realizzati seguendo fedelmente modelli originali - deve, per poter crescere e divenire anch'essa un veicolo preferenziale per la promozione di una determinata località, perdere la sua caratteristica di evento straordinario ben delimitato in un arco di tempo troppo breve (tra promozione e comunicazione un qualsiasi Palio trova spazio sui mass media locali e nazionali al massimo per un mese) ed assumere una dimensione più confacente anche a quelle che sono le direttive in materia dettate dalla Comunità Europea, laddove risulta chiaro che qualsiasi evento culturale debba perdere la connotazione di ornamento o semplice intrattenimento, ed allargarsi a quello di  formazione, indispensabile dunque per lo sviluppo economico, non meno per quello civile.

Come fare per evolversi in tale direzione ? Ad esempio coinvolgendo nell'evento gli artigiani locali, sia per la realizzazione e l'allestimento di strutture, abiti, armi, etc... ma anche per dimostrazioni in piazza di antiche Arti e Mestieri. In questo modo si verrebbe a creare un circuito di attività formative in ambito artigianale durante tutto l'arco dell'anno (pensiamo ad esempio a seminari o laboratori di sartoria, falegnameria artistica, etc...).

Inoltre, associando il Palio o la festa o ancor meglio ambientandolo all'interno di un sito di rilevanza storico-ambientale, verrà a crearsi automaticamente la necessità della formazione di una nuova tipologia di operatore turistico-museale.

E concludo : di fronte ad una Politica Turistica nazionale in cui l'Italia, allineandosi con gli altri paesi europei, rende finalmente inscindibile il rapporto fra Cultura e Turismo,  ritengo personalmente che la Rievocazione Storica potrà divenire nel nostro Paese veicolo di promozione turistica e di recupero storico-culturale se e solamente se riuscirà a valorizzare le risorse storico/monumentali individuate sul proprio territorio attraverso eventi che, aldilà del mero effetto spettacolare, rivestano un ruolo di stimolo per attività formative e di conseguenza di possibile sviluppo in ambito occupazionale.

Solo in questo modo la Rievocazione Storica potrà sperare di veder riconosciuto anche dal lato economico questo suo ruolo da Enti Pubblici locali e nazionali e, soprattutto, dalla Comunità Europea.

Certo è un cammino lungo e difficile, ma non impossibile. A tal proposito invito tutti Voi a leggere l'articolo pubblicato a pag. 63 lo scorso febbraio da "Medioevo" e dedicato a Guèdelon,  un villaggio medievale ricostruito in Borgogna, oppure la presentazione che la rivista di settore francese "Le brèviaire mèdièval" ha fatto nel numero di settembre '99 sul Centro Medievale di Sundby in Danimarca, due esempi di come la Rievocazione Storica possa essere al tempo stesso mezzo di promozione turistica e di recupero storico-culturale.

Massimo Andreoli

 Presidente di Veneto Storico e
del Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche

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